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Radicchio rosso di Treviso
Risale addirittura a Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) nella sua celebre "Naturalis Historia" un apprezzamento delle lattughe venete venate di rosso, come il radicchio di Treviso. Un successo che è cresciuto nel tempo, sia per la bontà in cucina che per le proprietà benefiche al fegato, reni, stomaco, oltre che essere in grado di calmare l'insonnia. Il Radicchio Rosso di Treviso (prodotto IGP), è una cicoria che deriva dalla specie botanica Cichorium intybus e viene classificato tra le cicorie da forzare e da imbiancare. I metodi primitivi, usati per l'imbianchimento, erano all'aperto sotto un letto caldo di letame o in locali riparati (stalle, cantine, serre) sotto terriccio in cassoni, entro botti. Attualmente avviene in apposite vasche con il passaggio di acqua pura di falda a temperatura costante: dopo l'eliminazione delle foglie vecchie, il germoglio centrale diventa il prodotto che tutti conosciamo come "Radicchio Rosso di Treviso". Il classico spadone trevigiano, disponibile da metà novembre, è chiamato varietà "tardiva", per differenziarlo da quella precoce, in vendita dalla fine di settembre.

Il Radicchio rosso di Treviso in primo piano:
Dalla tipica forma lanceolata, ha cespi formati da germogli compatti ed uniformi che tendono a chiudersi all'apice. Il lembo fogliare è di colore rosso-vinoso, mentre la costola centrale completamente bianca. Fragrante, croccante e gustoso, così dolce-amarognolo insieme, si può mangiare crudo, oppure cotto ai ferri, stufato, fritto, ecc.

Aspetti nutritivi e dietetici: - Acqua: 95% - Proteine: 1,4% - Grassi: 0,8%

 
Ricetta "Bottega di Marca"
Il Radicchio rosso in cucina: Cannelloni al radicchio rosso di Treviso
Ingredienti per 6 persone: - 400 gr di radicchio rosso di Treviso - 12 sfoglie sottli di pasta fatta in casa - 50 gr di prosciutto cotto - 50 gr di ricotta - 50 gr di mollica di pane ammorbidita nel latte - 1/2 litro circa di salsa besciamella - 50 gr di parmigiano grattugiato
- 100 gr di burro - una presa di noce moscata - sale e pepe
Mondare il radicchio delle cime e della radice, lavarlo e sbianchirlo in acqua bollente salata, sgocciolarlo e spremerlo, quindi tritarlo finemente. Metterlo in una terrina unitamente al prosciutto cotto, finemente tritato, alla ricotta, alla mollica di pane precedentemente spremuta nel latte, a 50 gr di burro sciolto, alla presa di noce moscata, al sale e pepe. Amalgamare il tutto con un mestolo di legno. Nel frattempo fa cuocere i fogli di pasta in abbondante acqua salata, sgocciolarli al dente su un panno precedentemente inumidito e lasciarli asciugare. Riempirli per tutta la lunghezza della pasta con il ripieno, arrotolarli ad uno ad uno e deporli in una teglia passata al burro. Ricoprire con besciamella, cospargere di parmigiano e dl rimanente burro. Gratinare al burro fino a completa doratura. Servire subito.
Buon appetito!
 
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Asparago bianco
Tra le verdure che deliziano in primavera la nostra tavola ci sono gli asparagi.
Secondo i trevigiani, l’asparago bianco del Piave, pronto tra Pasqua e la festa di Sant’Antonio, è il migliore. Si dice che siano nati per una fatalità, perché un contadino voleva salvare un raccolto in pericolo di futuri asparagi verdi. Gli asparagi bianchi, simbolo del mangiare raffinato, devono essere cucinati subito dopo la raccolta, perché nella freschezza sta il loro valore gastronomico e la loro delicata fragranza.
Oltre che abbinati con le uova e nei risotti, si possono mangiare crudi, affettati sottilissimi sugli antipasti e, secondo le tradizioni delle genti del Piave, anche alla griglia e con la minestra di fagioli. Agli asparagi vengono riconosciute buone proprietà medicamentose, in particolare diuretiche e antinfiammatorie.
L'Asparago bianco in primo piano:
Bianchissimi, con il turione leggermente fibroso, tenerissimi fino al piede, gli asparagi di Cimadolmo e delle zone del Piave risultano essere meno grossi di quelli prodotti a Bassano. Se non vengono utilizzati in giornata, è consigliabile avvolgerli in un panno umido, deponendoli nel reparto verdure del frigorifero: si conserveranno perfettamente per qualche giorno. C’è addirittura chi conserva gli asparagi sotto grappa.
 
Ricetta "Bottega di Marca"
Gli Asparagi in cucina: Risotto di asparagi
Ingredienti per 4 persone: - 300 g di punte di asparagi - 350 g di riso Vialone nano - 50 g di burro - 1 cipolla - 1/2 bicchiere di vino bianco - 50 g di parmigiano reggiano, - sale q.b.
Soffriggete nel burro fuso la cipolla tritata. Unite nel tegame le punte di asparagi, lasciandole insaporire per 5 minuti. Bagnate con il vino e lasciatelo evaporare. Controllate il sale. Aggiungete il riso e fatelo tostare mescolando. Portatelo alla cottura, unendo poco alla volta, il brodo bollente. Mantecate con un pezzetto di burro e con il formaggio parmigiano grattugiato. Buon appetito!
 
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Radicchio variegato di Castelfranco Veneto
Definito "il fiore che si mangia", per la sua bellissima forma, il radicchio variegato è nato, verso la fine del XVIII secolo, dall'incrocio tra il radicchio rosso di Treviso e l'invidia scarola in foglie di lattuga nel comune di Castelfranco Veneto ed è stato poi sottoposto a numerosi miglioramenti. La sua caratteristica peculiare risiede nelle foglie espanse con nervature poco accentuate e lembi frastagliati, che danno forma ad un cespo rotondeggiante. Lo sfondo della foglia assume un colore che varia dal verde al bianco crema, variegato di rosso vivo e violaceo.
Il radicchio di Castelfranco in primo piano:
Il suo sapore è leggermente amarognolo ma fresco, e le sue foglie sono molto croccanti; si può mangiare sia crudo in insalata sia cotto per la preparazione di fantasiose ricette, grazie alle sue versatili caratteristiche gastronomiche. Ricco di calcio, ferro, fosforo e megnesio contiene una'alta percentuale di vitamina A, B2, C e PP.
 
Ricetta "Bottega di Marca"
Il radicchio di Castelfranco in cucina: Rombo chiodato al radicchio di Castelfranco
Ingredienti: -2 rombi chiodati da 900 g. -200 g. di burro -2 cipolle tagliate a fettine sottili
-6 pomodori tagliati a listarelle -150 g. di funghi porcini -250 ml di vino bianco secco
-250 g. di radicchio di Castelfranco -30 g. di pangrattato -sale e pepe q.b.
Rosolare la cipolla con 100 g. di burro a fuoco dolce, versare in una pirofila la cipolla, salare i rombi e poi disporli anch'essi nella pirofila, aggiungere i pomodori, i funghi e il radicchio, tutto tagliato a listarelle sottili, sale e pepe e cospargere col pangrattato. Cuocere in forno a 160° per 20 minuti, servire ben caldo condendo con la salsetta che si è formata.
Buon appetito!
 
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Peperone di Zero Branco
Nel territorio di Zero Branco il peperone si coltiva da tempi lontani; esso infatti è stato il primo ortaggio a conoscere un'ampia diffusione in questa zone poiché non richiede grandi cure e dà un guadagno superiore alle normali colture agricole. Ottimo antiossidante naturale esso combatte i radicali liberi, responsabili delle alterazioni cellulari, di tumori e malattie coronariche.
La varietà originaria, coltivata in questa zona, è il "Quadrato d'Asti", che tuttavia ha subito nel corso del tempo delle modifiche migliorative grazie a sapienti incroci.
Il peperone di Zero Branco in primo piano:
Dopo circa 80-90 giorni dal trapianto sotto tunnel a freddo (marzo-aprile), i peperoni cominciano a maturare e vengono raccolti a mano assieme al loro picciolo. La qualità del frutto raccolto dipende dalla sua consistenza, dal colore, dallo spessore della polpa, dalla forma regolare e dal gusto che non deve risultare piccante. A Zero Branco queste caratteristiche si esprimono tutte ad alto livello con soddisfazione dei consumatori.

Aspetti nutritivi: È in assoluto l’ortaggio più ricco di vitamina B1
e di Vitamina C.
 
Ricetta "Bottega di Marca"
Il peperone di Zero Branco in cucina: Peperoni farciti con orzo e formaggio
Ingredienti: -4 peperoni gialli di Zero branco -1 cipolla -200g formaggio latteria -150g orzo perlato -salsa di pomodoro -basilico -sale q.b.
Lavare l’orzo e metterlo a cuocere nel brodo per circa 40 minuti come se fosse un risotto, lasciar raffreddare e unire quindi il formaggio a grosse scaglie.
Intanto lavare i peperoni e infornarli interi su di una pirofila a 200 gradi fino ad abbrustolirli, poi chiuderli in un sacchetto di nilon. Una volta intiepiditi sbucciare i peperoni, privarli dei semi, farcirli con il ripieno; sistemarli nuovamente nella pirofila con della salsa di pomodoro, spolverare con il grana e far gratinare in forno a 200 gradi.
Buon appetito!
 
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Ciliegie dei Colli Asolani
"Una tira l'altra" dicono delle ciliegie, e basta questo forse a testimoniare la bontà di questo frutto che si diffuse a partire dal VII secolo a.C. in Egitto e venne poi introdotto in occidente da Lucullo, il console romano vittorioso su Mitridate. Fu Varrone il primo a parlare del ciliegio nel nostro paese descrivendone l'innesto e poi Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. L'Italia rappresenta una delle maggiori produttrici di questo frutto, con moltissime varietà, diverse fra loro per dimensioni, gusto, colore. Nel territorio di Asolo la coltivazione del ciliegio risale all'epoca Medioevale e ad oggi è divenuta produzione specializzata. Feste e sagre ne promuovono la commercializzazione e permettono di degustare vere e proprie specialità gastronomiche a base di questo frutto, a cominciare dagli antipasti, per poi passare ai primi, ai secondi (di carne e pesce) fino ai numerosi dessert.
Le ciliegie dei colli asolani in primo piano:
La fioritura del ciliegio avviene in primavera e dai suoi bellissimi fiori di colore bianco, una volta avvenuta la fecondazione, si formano le ciliegie il cui colore, a seconda della qualità, va dal rosso al nero.
La mandorla del nocciolo contiene acido cianidrico, sostanza tossica per l’organismo, e non va dunque assolutamente ingerita. Oltre al tradizionale consumo le ciliegie possono essere utilizzate per produrre marmellate, sciroppi, succhi, canditi e sorbetti e la loro infusione in alcol offre un dolce liquore bianco: il maraschino. Numerosi sono anche i liquori tra cui il Kirsch e lo Cherry.
Aspetti nutritivi e dietetici: Le ciliegie, oltre ad essere ricche di vitamine A-B1 e B, contengono anche proteine, zucchero, sali minerali di potassio, calcio, magnesio, ferro, fosforo, oltre ai principi disintossicanti e depurativi. Godono di un'azione diuretica e antiurica oltre ad essere moderatamente lassative.
Sono ricche di zuccheri, ma hanno un minimo apporto calorico: 38 calorie ogni 100 grammi, e sono quindi ideali per una dieta ipocalorica.
 
Ricette "Bottega di Marca"
Le ciliegie dei colli asolani in cucina: Torta di ciliegie
Ingredienti: -300 g. di ciliegie snocciolate -100 g. di mandorle pelate -150 g. di farina 00
150 g. di zucchero semolato -150 g. di burro -4 uova
Lavare e asciugare le ciliegie, poi snocciolarle cercando di rovinarle il meno possibile. In una terrina lavorare bene con un cucchiaio di legno lo zucchero e la farina con il burro sciolto; aggiungere ad uno ad uno i tuorli e le mandorle finemente tritate.
Montare a neve gli albumi e unirli al resto delicatamente per non smontare il composto.
Imburrare uno stampo dal diametro di 26 cm, versare il composto e decorare con le ciliegie. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti.
Buon appetito!
 
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Fungo Chiodino o "Armillariella mellea"
Dal latino "melleus", cioè color del miele, questo fungo è piuttosto comune e diffuso nelle zone pedemontane e montane del trevigiano, dove è solito crescere vicino ai ceppi tagliati di conifere o latifoglie, sia vive che morte. I funghi chiodini sono cespitosi, raggruppati e attaccati gli uni agli altri per i gambi, che hanno press'a poco lo stesso colore del cappello. Per poterli identificare con sicurezza, è necessario riconoscere "l'armilla" che sporge sul gambo, vicino al cappello, e che è di color giallo-miele.
Fungo chiodino in primo piano:
La carne è bianca: quella del cappello può essere più o meno soda, mentre quella del gambo, specialmente negli esemplari adulti, fibrosa, legnosa, coriacea, quindi, da scartare. Il cappello misura dai 3 ai 20 cm di diametro. Prima chiuso sul gambo, appare globoso, quasi conico, somigliante alla capocchia ingrandita di un chiodo, poi convesso,  espanso, appianato, ondulato,  campanulato, umbonato o depresso al centro. Il margine del cappello può portare residui del velo, ed è involuto, curvo o ondulato. Dapprima biancastro, poi assomiglia al resto del cappello che può variare dal giallo miele all'ocra, al cannella, al cuoio, al rossiccio, fino al bruno scuro. A volte compaiono anche sfumature oliva o nerastre.
Il gusto, leggermente amarognolo e astringente, è gradevole dopo la cottura, piacevole e penetrante. I chiodini sono commestibili da cotti, non se rimasti troppo tempo al gelo, perché quest'ultimo li rende tossici. È consigliabile consumare solo i cappelli di esemplari giovani di buona qualità, ed eventualmente eseguire comunque una prebollitura degli esemplari più grossi, gettando via l'acqua della prima bollitura. Una volta cotti, diventano più scuri. Freschi, secchi, sott'olio o sott'aceto, sono un eccellente condimento, in bianco o al sugo, soprattutto per la polenta.
 
Ricette "Bottega di Marca"
I funghi chiodini in cucina: Famigliola in insalata al diavolicchio
Ingredienti per 4 persone: - 400 g di chiodini (Armillariella mellea) sott’olio - peperoncino piccante macinato - uno spicchio di aglio - olio extravergine d’oliva - un cucchiaino di succo di limone.
Scolare i funghi dall’olio di conservazione e condirli con l’aglio passato nello schiaccia-aglio e gli altri ingredienti, regolando la quantità di peperoncino secondo il vostro gusto.
Buon appetito!
 
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Patata americana di Zero Branco
La patata americana - uno dei prodotti tradizionali del Veneto - è coltivata e apprezzata per la sua qualità nelle zone di Zero Branco, Quinto di Treviso e Morgano. La patata americana è proposta intera, priva di lesioni superficiali, sana, pulita, mondata dalle radici secondarie e dai residui dello stelo, esente da danni provocati dal gelo, priva di odori o sapori estranei, coltivata senza interventi con prodotti chimici. Un estratto della buccia della patata dolce americana - il Cajapo - è risultato efficace per aumentare la capacità dell'insulina a ridurre la presenza di zucchero nel sangue. Uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'"Istituto di Ingegneria Biomedica" di Padova e della Terza clinica medica di dell'Università di Vienna dimostra che l'estratto di buccia di patata dolce è un utile agente naturale nel trattamento del diabete di tipo II.In Giappone, nella regione di Kagawa, le popolazioni locali consumando abitualmente la patata dolce cruda risultano indenni da alcune malattie come l'anemia, l'ipertensione e il diabete. Il Caiapo, oltre a ridurre la glicemia basale, "controlla" il colesterolo e l'emoglobina glicata migliorando la salute del paziente.
Patata americana in primo piano:
La patata americana è prodotta e disponibile fresca nei mesi di agosto settembre, ottobre e novembre.

Composizione chimica e valore nutritivo - Parte edibile 85,00% - Lipidi g 0,30
- Energia (in kcal) 87,00 - Carboidrati disponibili g 23,90 - Energia (in Kj) 394,00 - Zuccheri solubili g 0,95 - Acqua g 74,20 - Fibra totale g 2,30
- Proteine g 1,20 - Colesterolo g 0,00 - Sali minerali e Vitamine - Sodio mg 4,00 - A (Retinolo) ug 6,50 - Potassio mg 552,00 - B 1 (Tiamina) mg 0,10
- Ferro mg 0,50 - B 2 (Riboflavina) mg 0,06 - Calcio mg 12,00 - PP (Niacina) mg 0,90 - Fosforo mg 63,00 - C mg 34,00

*Quantità per 100 grammi di parte edibile.
(Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)
 
Ricette "Bottega di Marca"
ZUPPA TRADIZIONALE DI FAVE CON PATATA AMERICANA:
Famigliola in insalata al diavolicchio

Ingredienti per 8 persone: - una tazza e mezzo di fave messe in ammollo per otto ore o tre scatolette di fave - 6 tazze d’acqua o di brodo - 1 patata cotta al forno, pelata e tagliata a cubetti - 1 patata americana pelata e tagliata a cubetti - olio d’oliva per friggere - 1 cipolla rossa tagliata a cubetti - alcuni spicchi d’aglio tritati - 2 rametti di rosmarino fresco lunghi 10 cm ca. - 1 o 2 rametti di salvia fresca - sale e pepe - 1\2 tazza di vino rosso e secco,
tipo Merlot - 2 cucchiai di conserva di pomodoro - 1 o più tazze di riso cotto o di altri tipi di pasta di riso corta - cipollotti tagliato per decorare
Cuocere le fave nell’acqua o nel brodo con la patata e la patata americana, fino ad ammorbidirle, per circa 50 minuti. Aggiungere acqua per compensare l’evaporazione (solo se necessario). In caso di fave in scatola, cuocerle fino a che le patate non si siano ammorbidite. Nel frattempo soffriggere cipolla, aglio, rosmarino e salvia con sale e pepe. Aggiungere il vino, la conserva e continuare a cucinare per 5 minuti, poi metterli da parte. Preparare il purè con 1\2 o 2\3 di fave, patata e patata americana. Aggiungere alla zuppa la mistura di soffritto messa da parte, portare ad ebollizione a fuoco lento e continuare a cuocere per 15 minuti. Aggiustare di sale e pepe, aggiungere la pasta (cotta separatamente). Alla fine, decorare con cipollotti sminuzzati e servire.
Buon appetito!
 
     
  Progetto "Bottega di Marca" UNASCOM/CONFCOMMERCIO
Treviso - Via Venier, 55 - Tel. 0422 580361 - fax 0422 592327 - P.IVA 04021800265